Diario di un’aspirante doppiatrice

Elisa e il suo sogno più grande.

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Ciao, mi chiamo Elisa, ho 26 anni e voglio diventare una doppiatrice.

Che bello, sembra una presentazione da “Alcolisti Anonimi”… ed effettivamente anche questa è una dipendenza da cui non riesco a liberarmi.

Sono ormai dieci anni che ho questo sogno, ma ho scoperto che sognare e basta non serve a molto.

Saprete già qual è la differenza tra un sogno e un obiettivo: il sogno è soltanto immaginato, l’obiettivo è accuratamente pianificato e bisogna lavorare seguendo tutti i passi, uno dopo l’altro, per raggiungerlo. Continuando a sognare un radioso futuro in cui lavoro come doppiatrice, non sarei arrivata proprio da nessuna parte.

 

Ancora non ho raggiunto il mio obiettivo, ma sto seguendo il piano.

Alcuni dei passi necessari li ho già fatti:

  • studiare recitazione
  • imparare bene la dizione
  • trasferirsi a Milano
  • fare un corso di doppiaggio

 

Ma questo non basta, neanche lontanamente. Se pensate che basti fare un corso di doppiaggio… purtroppo vi sbagliate. Ed è anche la prima cosa che vi diranno al corso.

Quindi passiamo ai punti successivi:

  • esercitarsi da sola
  • farsi conoscere dai direttori del doppiaggio frequentando le sale
  • fare dei provini

Questi sono ancora in fase di lavorazione, perché mi sto esercitando, sto cercando di farmi conoscere andando ad assistere a qualche turno e ho chiesto di fare dei provini… ma ancora nessuno ho accettato di ascoltarmi. E anche assistere non è così semplice, perché poche case di doppiaggio e pochi direttori fanno entrare qualcuno che non sia strettamente addetto ai lavori.

La costante fondamentale, ho scoperto, è insistere. Bisogna avere faccia tosta, in questo mestiere, e me lo dicono in tanti. Trovo delle difficoltà a farlo, perché sono una persona timida e insicura, ma devo imparare se voglio farmi strada in questa scena.

Lo stesso dovrete fare voi, se avete il mio stesso obiettivo.

 

Ma parliamo della cosa più semplice, quella che non richiede l’autorizzazione di nessuno: esercitarsi da soli. Quello che serve sono soltanto un computer, un microfono, un paio di cuffie e possibilmente dei coinquilini silenziosi.

Non è necessario un microfono professionale: vi potete registrare anche con il microfono del cellulare o del computer. Vi consiglio di registrare la vostra voce soprattutto per potervi riascoltare, capire che cosa vi piace di come avete detto la battuta e che cosa dovete sistemare.

Se poi volete mettere in rete i video dei vostri doppiaggio ed entrare a far parte della florida community dei fandubbers, vi serve un buon microfono, un programma per montare i video e un po’ di conoscenza del montaggio audio e video. Potete trovare online dei tutorial per fare i dubready (cioè i video senza la voce originale, ma solo con colonna sonora e rumori di fondo) quindi imparare non è difficile. Per registrare basta un programma gratuito e semplice come Audacity e sicuramente capirete dopo poco come tagliare e incollare pezzetti di audio per farli coincidere con l’immagine del video.

 

Certo, non è come lavorare in una sala di doppiaggio, ma ci si avvicina abbastanza per far pratica.

I doppiatori professionisti vedono la scena una volta sola e poi registrano direttamente. A casa non si può fare la stessa cosa, ma a forza di tentativi si impara ad ottenere il risultato voluto per quella determinata battuta nel minor numero di prove.

 

Quella che a volte viene a mancare è la motivazione. A me viene da domandarmi: ma perché doppio tutte queste scene a caso, se non interessa quasi a nessuno?

Avere un progetto più strutturato può aiutare a non perdere la voglia di continuare: ad esempio, io avevo iniziato a settembre una serie di video che comprendevano dei doppiaggi dei classici Disney: sette principesse Disney in sette giorni, sette bambini sempre dai film Disney… e poi doveva esserci il video sulle sette cattive, che mi piaceva un sacco ma ho lasciato un standby perché il lavoro mi ha impegnato veramente troppo.

Però conto di riprendere e di fare anche qualche altra serie, quando avrò più tempo da dedicare al doppiaggio.

 

Mettersi a doppiare ogni giorno è impegnativo: bisogna tirare fuori il microfono, il computer, il copione… e a volte mancano il tempo e la voglia.

Un altro consiglio utile che mi hanno dato degli insegnanti di doppiaggio e che va bene per quando non si può tirar fuori tutta la strumentazione è: leggere a voce alta. Basta prendere un libro e mettersi a leggerlo a voce alta, meglio se è un libro che non abbiamo mai letto, perché così è ancora più simile a doppiare una scena appena vista.

 

Insomma… avrete capito che ci vuole una certa dose di impegno per arrivare a quest’obiettivo.

A me piace pensare che ci si possa riuscire, anche se bisogna sforzarsi, e se avete il mio stesso sogno questi sono i consigli che mi sento di darvi. Ho dimenticato qualcosa? Mi suggerireste qualcos’altro? Condividete le vostre opinioni e confrontiamoci nei commenti!

 

-Elisa Elena Carollo (dramaqueen)

 

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Se vi è piaciuta la storia di Elisa e volete aiutarla a realizzare il suo sogno, ossia quello di frequentare un corso avanzato di doppiaggio, potete fare una piccola donazione cliccando QUI.

 

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