Il teatro “visto” da una persona non vedente

Immaginate di essere in un teatro, pronti per assistere al vostro spettacolo preferito, emozionati e felici, pieni di attese ed aspettative, però siete al buio, nella sala le luci sono completamente spente e voi non vedete assolutamente nulla. Ecco, questa è la situazione in cui vivono le persone non vedenti che decidano di andare a vedere uno spettacolo teatrale! E la maggior parte di voi penserà che magari non vale la pena nemmeno provarci, che tanto si perde il senso della stessa rappresentazione, però vi posso assicurare, vivendolo in prima persona in qualità di cieco dalla nascita, che non è affatto così. Sicuramente si perdono gli aspetti visivi, come eventuali costumi o scenografie o ancora i movimenti dei personaggi sul palco, però si è più concentrati su altri aspetti: le voci dei personaggi che possono trasmettere le emozioni che loro stessi provano, i rumori sulla scena che fanno comprendere lo svolgimento dell’azione, la colonna sonora che sottolinea e mette in evidenza i momenti più importanti caratterizzando lo stato d’animo dei vari attori. Certo non dispiacerebbe una voce che descriva le scene prive di dialogo, come accade ad esempio per i film della Rai, questo faciliterebbe sicuramente la totale comprensione di quello che accade sulla scena, e bisognerebbe proprio che le istituzioni e le stesse compagnie investano in questo ambito, con l’audiodescrizione degli spettacoli si avrebbe un incremento degli spettatori perché anche le persone prive della vista avrebbero voglia di godersi la bellezza di uno spettacolo a teatro. Io sono stato parecchie volte a vedere spettacoli teatrali, soprattutto per merito della scuola che frequentato, il liceo classico “Cesare Beccaria” di Milano, la nostra docente di Lettere ci invitava spesso ad andare a teatro con lei, in particolare ricordo un bellissimo L’uomo dal fiore in bocca, monologo di Luigi Pirandello in un atto unico del 1923, il protagonista del monologo era un bravissimo Corrado Tedeschi, riusciva a trasmettere con la sua voce le sensazioni e i pensieri dell’uomo malato di tumore, così attento ad ogni dettaglio, essendo prossimo alla morte, mi aveva davvero fatto riflettere e pensare, anche grazie all’interpretazione molto toccante di Tedeschi. Infine, per tornare all’inizio di questa mia breve riflessione, un consiglio ed un invito: provate davvero a chiudere gli occhi quando siete a teatro o al cinema o ancora a casa a guardare un film: scoprirete dei lati di quello che stavate guardando che non vi aspettavate, e indagherete anche un po’ voi stessi!!!

 

Dario Ozzimo

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