Sai cosa significa per me il teatro? #leintervistestive

A raccontarsi in questa seconda intervistestiva della rubrica Sai cosa significa per me il teatro? abbiamo Romana Palomba!

Romana è nata a Baruccana di Seveso il 16 marzo del 1963, vive con il suo compagno da oltre 22 anni ed ha una figlia di 21.
Fa l’impiegata e ha sempre amato il teatro e le operette che negli anni ’80 guardava con molto interesse in tv.
Nel 2006, grazie all’ interessante proposta di Paola Stirpe (attrice mimo) di avviare un
laboratorio teatrale “mi gioco il martedì” all’interno del Parco Trotter a Milano, dedicato ai genitori ed insegnanti ha cominciato la sua esperienza con il teatro.

Attualmente è voce narrante delle performance di Aram Ghasemy (Associazione Culturale Tarmeh)

 

Romanan2_n

Romana Palomba

 

Cosa significa per te il teatro?

Ossigeno, forza vitale, passione.

 

Cosa ti ha spinto ad avvicinartene? C’è stato qualcosa che ti ha incuriosito o affascinato in particolare?

Nel 2006 all’interno della scuola che frequentava mia figlia (nel parco Trotter), Paola Stirpe attivò un progetto “mi gioco il martedì” rivolto a tutti i genitori ed insegnanti che volevano cimentarsi nel mondo del teatro e con lo scopo di avviare una compagnia teatrale amatoriale che si rivolgeva principalmente ai bambini ed a tutti. Eravamo in 28 e facemmo formazione con lei mettendo in scena, nei successivi 4 anni ben 8 spettacoli e molteplici animazioni. Nel 2010 Paola passò il testimone ad Amedeo Romeo con il quale, fino al 2014 (anno nel quale molti di noi lasciarono la compagnia, compreso Amedeo) preparammo e portammo in scena altri 5 spettacoli con la sua regia. Devo molto a Paola Stirpe per aver presentato quel progetto, credo che fu quello che fece “scattare la molla”.

 

Come ti sei sentita la prima volta che sei salita su un palcoscenico?

Avevo la bocca asciutta, arsa, non riuscivo a deglutire ed avevo paura di non ricordare nulla, le mie battute erano solo 6!

 

Come percepivi il teatro quando hai iniziato e come lo percepisci ora?

Ho cominciato per gioco (“mi gioco il martedì”), ed ora, a distanza di 12 anni ho il rimpianto di non aver cominciato prima, di non essermi data la possibilità di fare del teatro la mia professione…ma erano altri tempi e nonostante i miei, ne sono certa, avrebbero fatto i salti mortali per permettermi di studiare, ho preferito lavorare e contribuire alle spese di casa già dall’età di 14 anni.

 

Che rapporto hai col pubblico?

Molto bello, mi piace vedere lo sguardo incantato dei bambini mentre gli racconti storie di ogni tipo. Mi piace vedere e sentirli ridere, in generale i bambini sono il pubblico più “critico”, ricordo un episodio nel quale, dopo aver presentato una lettura animata molto divertente, un bambino mi disse “sì, ma la morale qual’è?”, aveva ragione! Non avevo spiegato bene il senso della storia e dovetti riprenderla per trovarne la giusta conclusione, lui allora mi sorrise e disse “ah ecco, adesso sì”, quel bambino aveva solo 7 anni!

Con il pubblico adulto è un rapporto più alla pari ma sento alcune volte di “essere giudicata”.

Che tecnica usi per immedesimarti in un personaggio?

Uso molto l’istinto… e provo e se non mi piace provo ancora e poi ancora, ancora…. A volte lo trovo quasi subito.

 

Qual è il personaggio da te interpretato che ti è più caro? E perché?

Non ne ho uno in particolare, posso dire che i miei personaggi o li amo da subito o mi conquistano un po’ per volta. Alla fine poi li amo tutti, anche i più difficili.

 

E quello più complesso, invece?

Una donna che nel periodo dell’inquisizione, definita strega, andava al rogo e raccontava la propria storia. Un laboratorio con Antonio Rosti che mi ha insegnato moltissimo. Ho sempre interpretato personaggi comici e divertenti e quella “strega” non poteva esserlo.

 

Preferisci un ruolo da protagonista o da antagonista?

Trovo che ogni personaggio in una storia abbia la sua importanza, anche ruoli marginali, se ben interpretati e soprattutto con convinzione, possano risultare comunque protagonisti.

 

Teatro tradizionale o d’avanguardia?

Teatro, punto.

 

Se potessi scegliere un attore di teatro dal quale farti insegnare, chi sceglieresti?  

Totò, Eduardo de Filippo, adoro le commedie napoletane e quelle in dialetto in genere, anche Gigi Proietti e Vittorio Gassman, o Vittorio De Sica. Gigi Proietti a parte, tutti nomi illustri ma purtroppo scomparsi. Apprezzo tantissimo Enrico Campanati, anche da lui mi piacerebbe imparare.

 

So che recentemente hai fatto delle letture interpretate in metro e a tal proposito voglio chiederti: che differenza c’è tra leggere in uno spazio teatrale e leggere nella stazione della metro? Quali sono state le reazioni della gente? Trovi che leggere in un posto così particolare possa essere penalizzante?

Non eravamo in metro ma in superficie, esattamente dove sono in preparazione le nuove fermate della linea M4, credo però che ogni spazio si possa prestare bene per le letture ad alta voce, mi piace il fatto che ci sia poca distanza tra me ed il pubblico, il contatto è fondamentale. Leggere all’aperto ha i suoi contro ma anche i pro, mi piace essere “contaminata” dai rumori e suoni esterni e raccogliere la sfida di coinvolgere comunque il pubblico all’ascolto intimo.

 

In quale spettacolo vorresti recitare e che ruolo vorresti interpretare? E perché?

Non saprei, ne ho molti che adoro, le commedie come dicevo prima, ma anche Shakespeare, magari in una Giulietta “attempata” o lady Macbeth, adoro le sfide.

 

A parer tuo, su cosa deve puntare maggiormente un attore per brillare in scena?

Spontaneità, intenzione, credibilità, anima.

 

Quali sono i tuoi progetti futuri riguardanti il teatro?

Viverlo in ogni sua forma, data la mia non più giovane età non voglio perdermi nulla. Mi attira molto anche l’arte delle Drag Queen.

 

Qual è l’esperienza più bella fatta in tutti questi anni di teatro?

Essermi occupata di teatro per bambini e aver curato per 3 anni la rassegna all’interno del Parco Trotter (TNT), questo mi ha permesso di vivere il teatro a 360°, dal predisporre il palinsesto, al contatto con le diverse compagnie, alla preparazione della locandina, alla gestione della sala e degli ingressi, alla gestione dell’audio, alla regia e sceneggiatura di alcuni spettacoli in rassegna, alla Siae!

Non solo questa bellissima esperienza mi ha arricchito come persona ma mi ha permesso di conoscere tantissime compagnie teatrali e professionisti di tutta Italia, ho frequentato corsi con attori importanti e continuo a farlo ancora oggi pur non essendo una professionista ma una semplice appassionata del teatro.

 

Dai un consiglio a chi è incuriosito dal mondo del teatro vuole avvicinarsene, ma crede di non potercela fare perché ha paura o è troppo ansioso!

Buttarsi, non avere paura, esagerare per poi ridimensionarsi, provare, provare, studiare, studiare, mettersi in gioco, non arrendersi mai, perché “tanto domani è un altro giorno e si vedrà”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...